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La Fondazione Metes segnala

"le Donne della Flai": celebrazione delle attività dell'anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti 2007
Chiusura dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, Roma, 20 dicembre 2007

Il 20 dicembre a Roma, il dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità celebrerà la chiusura dell’Anno europeo delle Pari Opportunità per tutti 2007Clicca qui per scaricare il programma della giornata [pdf]

 

La Fondazione Metes è stata invitata a partecipare all’evento avendo preso parte alle iniziative organizzate nell’Anno europeo delle Pari Opportunità per tutti in occasione del Convegno "le donne della Flai", tenutosi a Bologna, il 17 settembre scorso. L’evento, organizzato per ricordare due figure femminili di grande importanza per la Flai e la Cgil, come Donatella Turtura e Argentina Altobelli, ha sollevato un notevole interesse.  

Per la prima volta, infatti, a parlare sono state le donne, delegate, funzionarie, dirigenti, appartenenti al mondo del sindacato, le quali non hanno fatto apologia o falsa retorica invocando il tanto chiacchierato principio delle pari opportunità a panacea di tutti i mali.

 

Chi si aspettava una declamazione di principi, un’invettiva contro gli uomini e la società maschilista è rimasto fortemente deluso. Le donne della Flai, stanche degli argomenti della politica, non si accontentano di essere capite, che significa essere commiserate, vogliono agire.

E agiscono.

Le donne che sono intervenute nel corso del Convegno hanno raccontato con estrema semplicità i problemi che, come madri, mogli e lavoratrici si trovano a dover affrontare quotidianamente.

Da queste testimonianze risulta che le donne trovano sempre il modo di organizzarsi, anche se devono rinunciare a qualcosa di importante, o sacrificare sé stesse, riescono a far quadrare i conti. La risorsa tempo, le esigenze della famiglia, gli impegni lavorativi, il budget economico: questi i fattori che devono essere combinati per funzionare gli ingranaggi della vita.

La difficoltà ulteriore poi sta nel fatto che non si tratta solo della vita della donna, poiché in queste dinamiche infatti rientrano molte altre persone e ognuna, con ruolo e impegno diversi, dovrebbe fare la propria parte. Non è sempre così.

 

E’ a questo punto che cominciamo a parlare di “autonomia”, come si misura il grado di autonomia con cui una donna compie le scelte della propria vita?

Si badi bene che ogni giorno si compiono delle scelte più o meno importanti: dall’alzarsi prima del proprio compagno per avere il tempo di dare una sistemata alla casa o per preparare i bambini per la scuola, dal rientrare direttamente a casa dal lavoro senza andare in palestra o con un amica a prendere un caffè perché in fin dei conti è tardi e a casa c’è qualcuno che aspetta (figurarsi poi quando si scopre che a casa invece non c’è nessuno perché non tutti fanno lo stesso ragionamento).

 

Piccole rinunce quotidiane che alla fine della settimana, degli anni, pesano come macigni nello stomaco e fanno urlare per il senso di soffocamento.

 

Qualcosa però sta cambiando, grazie all’indipendenza economica, all’istruzione e alla consapevolezza dei propri diritti, le giovani donne vanno avanti, grazie alla forza che hanno trasmesso loro nonne, madri, le donne di ieri, ma con una consapevolezza in più. Sanno che la sfida che dovranno affrontare non è con gli uomini, ma con sé stesse.

Sin da quando viene al mondo, la donna o l’uomo, comincia a sognare cosa farà da grande, se sarà in grado di realizzare qualcosa che serva al mondo e lo renda migliore.

Non ci sono limiti al diritto di sognare, né per la donna, né per l’uomo.

 

Oggi, entrambi i sessi si trovano nelle condizioni di poter seguire i propri sogni, almeno di provare a realizzarli e, sinceramente, dire che tutto questo sia una questione di pari opportunità sembra un po’ troppo riduttivo.  

 

La giornata del 20 dicembre, a conclusione dell’anno europeo delle Pari opportunità per tutti cercherà di fare il punto sulle attività svolte, gli obiettivi raggiunti e quelli che dovranno essere perseguiti in futuro. Verranno inoltre organizzati dei gruppi di lavoro paralleli: per i diritti umani: contro violenze,  oppressioni e razzismi; per una crescita di tutti: formazione, lavoro, conciliazione; per una piena cittadinanza: inclusione, rappresentanza, pari opportunità.

 

Al di là di questo evento e di ogni altra solenne dichiarazione di principio, la politica, le istituzioni, la società devono dare speranza alle giovani donne e ai giovani uomini, fiducia nel futuro, affinché essi diventino consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti, devono poter credere di cambiare il mondo.

 

Magari qualcuno ce la farà davvero.


  Claudia Cesarini 06/10/2008 




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