Nella giornata di mercoledì 28 Maggio scorso, si è tenuta, a Roma, presso il Residence Ripetta, il convegno "Apprendere per cooperare", organizzato da Fon.Coop (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nelle Imprese Cooperative).
Nel solco della tradizione degli anni precedenti, il convegno ha fatto il punto sullo stato dell'arte della Formazione Continua nel nostro Paese, non senza proposte e spunti critici.
Tra i vari interventi che hanno dato lustro all'evento, quelli del Prof. Marco Ruffino (autore, tra l'altro, di una complessa pubblicazione sulla attività, ad oggi, resa dal Fondo e sulle sue prossime strategie), del Prof. Raul C. D. Nacamulli e, per le parti sociali, di Andrea Ranieri e di Roberto Pettenello per la CGIL.
Vari gli argomenti dibattuti nel corso dell’evento.
Primo fra tutti, il rapporto con le Regioni e i Territori. Tema particolarmente caro ai cooperatori del Fondo che si caratterizza per essere un soggetto “multivariato” ossia votato a rapportarsi con una forbice estremamente ampia di realtà territoriali operanti nei settori più disparati, accomunati soltanto dal minimo comune denominatore del No Profit. Solo tramite una rete ricca di capillari sui territori, infatti, è possibile intercettare le reali esigenze delle imprese e, così, colmare il gap registrato tra i lavoratori e il Fondo ed evitare i rischi, che già si profilano all’orizzonte, di “disallocazione di medio termine” delle risorse.
Evidentemente, perché tutta l’organizzazione produca i frutti sperati, è necessaria una rinnovata cultura politica che permei ogni stadio del procedimento e che attribuisca alla Formazione Continua il valore di strumento primario della valorizzazione delle energie del lavoro.
Fondamentale, in questo contesto, il ruolo di raccordo delle Regioni e della Contrattazione Collettiva che divengono i luoghi elettivi per la elaborazione di un piano comune di progettualità condivisa, in particolare per le parti sociali.
Attraverso questo percorso è possibile definire i contorni di un rinnovato Dirittto soggettivo del lavoratore alla formazione che sia estrinsecazione di esigenze concrete e azionabile dal singolo lavoratore.
Pettenello, infine, ha sottolineato le rinnovate esigenze di controllo, semplificazione del processo e qualità dei programmi, da perseguire anche tramite strumenti diversificati per settore.