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Stefania Crogi - Segretario Generale FLAI CGIL
Esiste un filo rosso che lega i diritti e la dignità dei lavoratori. Quel filo rosso scorre attraverso le pagine del contratto nazionale.

Avevamo ragione noi e l’abbiamo dimostrato.

 

Dopo l’accordo separato del 22 gennaio, si è aperta un’accesa fase di discussione, di legittimi dubbi e perplessità su quale sarebbe stato il futuro della contrattazione e, in particolare, di quante chance di sopravvivenza avrebbe ancora potuto avere il contratto nazionale.

 

Un istituto terzo che fissa il tasso con il quale rinnovare i contratti, possibilità di derogare a livello territoriale ad istituti contrattuali salariali e normativi, la profonda lacerazione dei rapporti unitari.

 

Nel frattempo il tempo incalzava e si avvicinava la data di scadenza del CCNL di Federalimentare, uno dei due pilastri portanti della nostra categoria insieme a quello degli Operai Agricoli e Florovivaisti.

 

La Flai ha scelto la strada di tentare il rinnovo seguendo la prassi consolidata del settore, ha scelto di provare a costruire una piattaforma unitaria, ha scelto di mettere al centro gli elementi di unificazione sia tra i lavoratori sia con Fai e Uila.

 

L’applauso liberatorio dell’assemblea di mandato a Chianciano che ha varato la piattaforma dopo un percorso difficile e in salita fino all’ultimo minuto ha cementato la convinzione che quella fosse la strada giusta.

 

Il risultato ottenuto dopo quattro mesi di trattativa, dopo tre sessioni non-stop in Confindustria, dopo confronti a tutto campo nei quali tanti si sono sentiti in dovere di intervenire (dalle altre Confederazioni, dalla Confindustria, dal Ministro del Lavoro),  dopo 16 ore di sciopero e un mese di blocco delle flessibilità e degli straordinari, dimostra in pieno la validità e la centralità del contratto nazionale.

 

450.000 addetti dell’industria alimentare dal 22 settembre hanno avuto il rinnovo del contratto: 142 euro di aumento, ai quali vanno aggiunti 227 euro di una tantum a copertura del periodo intercorrente tra la data di scadenza e la nuova di vigenza del contratto, importanti clausole normative di impatto sociale, aumento delle ore per la formazione degli RLS, l’assistenza sanitaria integrativa, rafforzamento delle politiche di genere e una maggiore diffusione della contrattazione integrativa.

 

Il Contratto Nazionale è l’unico strumento in grado di  garantire le stesse tutele, gli stessi diritti e la stessa retribuzione a parità di mansione in maniera universale a tutti i lavoratori.

 

Molte scuole di pensiero si affannano per offuscarlo e indebolirne la portata. C’è chi propende per una leggera cornice di riferimento, chi lo pone in strumentale contrapposizione con la contrattazione aziendale, chi ipotizza il contratto unico con il salario minimo garantito, chi vaneggia in nome delle gabbie salariali.

 

Esiste un filo rosso che lega i diritti e la dignità dei lavoratori. Quel filo rosso scorre attraverso le pagine del contratto nazionale.

 

Avevamo ragione noi a credere che fosse possibile ancora riuscire a farlo, con la nostra coerenza, con la nostra passione, con la nostra forza.

 

La forza del nostro fare squadra, la forza del nostro stare ed essere CGIL.


  Stefania Crogi 24/09/2009 




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