Introduzione
Non passa giorno che non si introduca a vario titolo e come argomento di riflessione nei convegni di studi e negli interventi politici e culturali, la formazione. In questa ginnastica formativa quello che si perde è il contesto reale in cui la persona vive e opera.
Parimenti, non è difficile, nelle diverse offerte formative, leggere studi relativi ai fabbisogni. L’impressione che si ricava, in questi casi, è quella di un’offerta indifferenziata, utile per tutti e per nessuno e del malcelato proposito di trovare l’aggiustamento, sempre se è ben pagato, di una richiesta educativa.
Il nuovo Catalogo dell’Offerta formativa della Fondazione Metes è l’esito di un’accurata analisi del fabbisogno formativo. Una ricostruzione di dettaglio, svoltasi attraverso la somministrazione di questionari che hanno coinvolto migliaia di persone in tutto il territorio nazionale. Un campione significativo e una ricerca che per metodologia e rappresentatività non ha, in questo campo, precedenti. Una rilevazione a carattere scientifico in cui le preferenze formative sono strettamente legate alla duplice condizione dell’aspettativa della lavoratrice/ore e del contesto lavorativo e sindacale. Questa scrupolosa esigenza ha diversi motivi e giustificazione. Oltre ad una maggiore caratterizzazione del lavoro della formazione da parte della Fondazione Metes, l’esigenza di comprendere con rigore il fabbisogno formativo delle persone deriva dal “valore primario del lavoro”. Più che mai oggi, infatti, il sapere è la condizione pratica per ottenere i buoni risultati sul piano sindacale e professionale. Ma per sapere bisogna affacciarsi a quella faticosa conquista di conoscenze che una buona formazione, attraverso l’ascolto autorevole di una consistente quantità di lavoratori, è in grado di mettere in campo. Questo abbiamo cercato di fare e questi sono alcuni dei motivi che hanno guidato la Fondazione Metes nell’indagine dei fabbisogni e nella stessa stesura del catalogo dell’offerta formativa.
Analisi dei fabbisogni formativi dei delegati, quadri e dirigenti sindacali del settore agroalimentare
Note metodologiche
Il sistema per la gestione della qualità dell’offerta formativa richiede che i corsi vengano inseriti nel Catalogo solo in base ai risultati di un’accurata indagine del fabbisogno formativo e che il loro impatto sia tenuto sotto controllo attraverso continue rilevazioni di monitoraggio e di valutazione.
La determinazione del fabbisogno formativo, pur essendo un processo complesso, è fondamentale per la programmazione di una formazione di qualità in grado di essere efficace, coerente e mirata.
Ma cosa si intende per fabbisogno formativo? Il fabbisogno formativo è quel gap he si rileva tra conoscenze, abilità e comportamenti effettivamente posseduti e quelli che bisognerebbe possedere per svolgere una determinata attività.
L’approccio seguito per effettuare la rilevazione del fabbisogno si articola in quattro fasi.
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Individuazione delle figure critiche: |
individuazione delle figure chiave sindacali e professionali operanti nel settore. |
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Definizione delle competenze esistenti: |
mappatura delle competenze afferenti le figure chiave e definizione delle capacità e conoscenze attualmente possedute da ciascuna figura. |
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Definizione delle competenze desiderate: |
identificazione delle conoscenze tecnico-professionali e delle capacità richieste per lo svolgimento ottimale delle attività e definizione del grading atteso in base all’importanza ed alla criticità della conoscenza in relazione a ciascun ruolo. |
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Individuazione del gap: |
definizione dello scostamento tra le competenze possedute e le competenze attese per ogni figura critica. |
La traduzione in obiettivi formativi, per ogni figura critica, dello scostamento tra le competenze possedute e le competenze attese ha permesso di elaborare l’offerta formativa che viene di seguito presentata.
Il risultato è un’offerta formativa rispondente alle effettive e concrete esigenze dei destinatari.
Primi risultati: il profilo degli intervistati
La rilevazione sulle competenze ha raggiunto un numero molto ampio di individui: in totale ne sono stati intervistati 1.164, in prevalenza uomini (62,3%), in età centrale o avanzata e con un livello di istruzione medio: solo uno su quattro (27,6%) ha meno di 40 anni, il 38,9% ha conseguito il diploma di licenza media inferiore, il 16,8% di licenza media superiore e il 12,6% è diplomato presso un istituto tecnico.
La maggior parte di essi (59,8%) opera all’interno di imprese agricole. Le imprese sono localizzate prevalentemente nel Sud (40,2%) e nel Nord Est (25,8%) con una maggiore presenza in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Campania.
Il settore di attività economica prevalente dell’azienda in cui operano gli intervistati è quello forestale (24,8%), seguito dall’ortofrutticolo (14,9%) e dalla produzione di prodotti alimentari (Produzione di Prodotti da forno e Farinacei 7,7%, Produzione di altri prodotti alimentari 7,5%), quindi dalla Lavorazione e conservazione di Carne e produzione di prodotti a base di Carne (10,3%) e dall’Industria lattiero-casearia (7,5%), mentre il settore vitivinicolo è presente con il 6,4% degli intervistati e l’industria delle bevande con il 5,8%.
Per quanto riguarda le caratteristiche relative al ruolo che gli intervistati ricoprono nel Sindacato, il 41,6% del totale è un semplice iscritto, oltre la metà (53,2%) ha un ruolo nelle RSU mentre il restante 5,2% esercita un ruolo nelle Segreterie ai vari livelli (territoriale, regionale, nazionale).
Il profilo professionale degli intervistati mostra una grande presenza di operai agricoli (29,2%) e dell’industria alimentare (21,6%), mentre nell’11,8% dei casi si tratta di addetti al confezionamento, nel 6,2% di impiegati, nel 5,2% da operai forestali e nel 4,6% di addetti alla prima lavorazione delle carni; a seguire troviamo: magazzinieri, conduttori di impianti di trasformazione alimentare, conduttori di macchine agricole, cantinieri, casari, quadri o dirigenti e altre figure professionali.
L’impegno nel sindacato non sembra essere particolarmente influenzato dalla componente femminile: la quota di intervistati prevalentemente occupato all’interno del sindacato è composto infatti solo per un terzo da donne. Chi è occupato nel sindacato si distingue, rispetto al profilo medio, in quanto possiede le seguenti caratteristiche:
- ha un età più giovane;
- ha un più alto livello di istruzione
- lavora in misura ancora maggiore nelle imprese agricole piuttosto che in quelle industriali;
- opera all’interno di imprese localizzate prevalentemente nel Mezzogiorno ma anche nel Nord Ovest, con un peso consistente in regioni come Sicilia e Calabria e meno rilevante (sempre rispetto alla media) in Veneto;
- è presente maggiormente nei settori vitivinicolo e della lavorazione e conservazione di carne; è invece meno presente nei settori ortofrutticolo e della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi;
- ha meno frequentemente un inquadramento operaio, in particolare fra le figure professionali dell’operaio dell’industria alimentare, degli addetti al confezionamento e degli operai forestali; ha invece una maggiore frequenza fra gli operai agricoli;
- è più spesso assunto con contratti flessibili;
- ha una minore anzianità lavorativa e aziendale.
Per quanto riguarda le figure professionali, si possono notare le seguenti differenze rispetto al profilo medio:
- una maggiore presenza della componente femminile fra gli operai agricoli e gli addetti al confezionamento, una minore fra gli operai dell’industria alimentare, li operai forestali, i quadri e i dirigenti;
- un’età più anziana fra magazzinieri e operai forestali, una minore età fra impiegati e operai dell’industria alimentare;
- livelli di istruzione più elevati fra impiegati, quadri e operai forestali e più bassi fra operai dell’industria alimentare, addetti al confezionamento e operai agricoli;
- una maggiore presenza di operai agricoli e forestali al Sud, di operai dell’industria alimentare, addetti alla lavorazione delle carni e al confezionamento nel Nord Ovest; queste ultime figure professionali, insieme ai magazzinieri, sono invece meno presenti nelle regioni meridionali, mentre gli operai agricoli lo sono meno nel Nord Ovest e nel Centro e quelli forestali nel Nord Ovest e nel Nord Est;
- una maggiore presenza degli operai agricoli fra i lavoratori con contratti a termine;
- una maggiore anzianità lavorativa fra gli operai agricoli e una minore fra gli operai dell’industria alimentare;
- una maggiore anzianità aziendale fra i conduttori di impianti di trasformazione, gli operai forestali e dell’industri alimentare, una minore fra gli operai agricoli, gli addetti al confezionamento e gli impiegati.
I percorsi formativi: presentazione del nuovo Catalogo dell’Offerta formativa
Il Catalogo dell’Offerta formativa è l’insieme delle iniziative per la promozione e la gestione di seminari e corsi per la formazione, l’aggiornamento e l’alta formazione, in particolare pianificati e progettati, per delegati, quadri e dirigenti sindacali.
L’erogazione dei corsi viene tenuta sotto controllo attraverso il costante aggiornamento della Banca Dati della Formazione che contiene i dati relativi all’attività svolta (titolo corsi, numero dei partecipanti, data di realizzazione, valutazioni).
Il Catalogo si articola in tre macro aree tematiche: cittadinanza e diritti, formazione sindacale, aggiornamento professionale.
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politica, cittadinanza e diritti |
formazione sindacale |
aggiornamento professionale |
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Costituzione, legalità, diritti |
La “cassetta degli attrezzi”: corso di prima sindacalizzazione |
Tecniche agronomiche sostenibili |
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Politica europea per l’occupazione e sistemi contrattuali |
Il comitato degli iscritti: seminari di informazione per l’aggiornamento e la comunicazione |
Il sistema agroindustriale: qualità e sicurezza delle produzioni alimentari |
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Diritti del lavoratore e strumenti di tutela |
Comprendere per comunicare |
Tecniche forestali sostenibili |
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Sistema previdenziale e previdenza complementare |
Il negoziato aziendale |
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Politica agricola comunitaria (PAC) |
La struttura contrattuale: evoluzione, competenze specialistiche e specificità della contrattazione di categoria |
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Sviluppo locale sostenibile e fondi strutturali |
La contrattazione nel settore agricolo |
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Politiche forestali sostenibili |
Corso di formazione per RLS |
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L’assunzione di responsabilità all’interno dell’organizzazione: direzione e coordinamento |
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L’assunzione di responsabilità all’interno dell’organizzazione: mappa delle conoscenze |
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La contrattazione territoriale e di filiera: forme di sperimentazione nell’ambito della contrattazione di secondo livello |
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Per ciascun corso vengono fornite le seguenti informazioni:
- titolo;
- principali destinatari;
- obiettivi formativi;
- principali argomenti affrontati;
- metodologie della didattica.
Ciascun corso si articola in tre livelli (base, intermedio, avanzato) sulla base del diverso livello di preparazione dei partecipanti. Al fine di verificare la coerenza dell’intervento formativo è prevista un’attività di valutazione ex ante delle competenze, mediante somministrazione di un questionario o attraverso altri strumenti di verifica, elaborati per ciascun corso dai docenti preposti.
L’organizzazione del Catalogo sulla base di aree tematiche permette di progettare percorsi formativi completi e l’articolazione per livelli consente un apprendimento graduale, supportato anche dagli strumenti di verifica del raggiungimento degli obiettivi, specificamente costruiti per ciascun corso.
Inoltre, sono ricompresi nell’Offerta formativa anche tre specifici percorsi formativi, che rispondono in modo mirato ad esigenze di rinnovamento ed empowerment.
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Il saper dire ed il saper fare…per il futuro |
Il ruolo femminile nella Cgil ed il gioco negoziale |
Il lavoro impiegatizio e la rappresentatività sindacale |
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Il corso concerne la formazione di giovani delegati, quadri e dirigenti sindacali e prevede, oltre alla preparazione teorica, anche un periodo di tirocinio che consiste nell’affiancamento a dirigenti con grande esperienza e professionalità per un periodo complessivo di un anno. L’obiettivo principale è consentire ai partecipanti di acquisire, oltre alle necessarie conoscenze tecniche, anche le competenze in termini pratici di saper fare e saper essere. |
Il corso nasce sulla base degli ottimi risultati ottenuti nelle precedenti edizioni del corso per donne delegati e dirigenti Flai Cgil che hanno contribuito a far emergere la presenza femminile all’interno dell’apparato politico. L’obiettivo principale è mettere in gioco le partecipanti attraverso simulazioni di trattative negoziali, l’organizzazione di azioni rivendicative e l’elaborazione di documenti, sottolineandone la capacità e la consapevolezza del ruolo. |
Il corso ha per oggetto la questione degli impiegati come problema sindacale, in termini di progressiva perdita di rappresentatività, e argomento di analisi. L’obiettivo principale è affrontare la questione della qualificazione e della riqualificazione degli impiegati, considerati fondamentali per la stessa visibilità del lavoro. |