Nei giorni 12-13 e 14 ottobre si è svolta la IV edizione del premio “Jerry Masslo” dedicato, quest’anno, al tema Migrazioni: da cosa si fugge e perché. Nuove e vecchie rotte tra accoglienza, muri e paure, in un itinerante percorso nel cuore delle zone più colpite dal caporalato.

La Fondazione Metes ha partecipato al programma delle attività organizzate dalla Flai Cgil, partecipando all’assemblea di Mondragone per conoscere le condizioni di vita e di lavoro della comunità, delle difficoltà dei lavoratori bulgari e rumeni che, grazie al supporto e agli incoraggiamenti delle sindacaliste loro connazionali, sono stati incoraggiati a rivolgersi alla Cgil, superando un primo momento di diffidenza e paura. Abbiamo incontrato i braccianti all’alba per le strade di Villa Literno, Castel Volturno e Mondragone, abbiamo visto nei loro occhi la paura, ma anche la voglia di riscatto e la rabbia per le ingiustizie subite. Abbiamo ammirato la capacità dei compagni e delle compagne della Flai Cgil di ascoltare, di consigliare, di essere presenti con coraggio. Infine, abbiamo partecipato alla premiazione, colpiti dall’impegno dei ragazzi delle scuole e di tutti i partecipanti, che hanno contribuito a sottolineare l’importanza e l’attenzione che i temi della legalità e del rispetto dei diritti meritano. Un contributo che acquista ancora maggiore valore, alla luce della recente approvazione della nuova legge contro il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura.

Questo è il nostro racconto di questa esperienza.

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Il primo incontro si è svolto a Mondragone, nella piazza principale. In un clima quasi surreale, tra serrande abbassate, finestre socchiuse e volti nascosti dietro le colonne, il Segretario Generale della FLAI Campania Giuseppe Carotenuto apre l’assemblea con gli interventi della Segretaria Generale della FLAI CGIL Nazionale Ivana Galli, della Segretaria Generale CGIL Nazionale Susanna Camusso e del sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa. Un interessante dibattito sulle condizioni di vita e, in particolare, su quelle di lavoro in cui vertono i cittadini della zona ha caratterizzato l’apertura dell’incontro. Dei lavoratori, però, non c’è stata traccia fino all’arrivo del Vice presidente del sindacato bulgaro Agricoltura (FNSZ) Valentina Vasylionova e della sindacalista romena Emilia Spurcaciu (INCA Romania) che, nella lingua madre, hanno invitato i lavoratori a farsi avanti e a confrontarsi con i presenti. La sindacalista bulgara ha ribadito l’importanza della conoscenza dei propri diritti e doveri e della coscienza da parte di tutti i lavoratori che bisogna essere uniti per far si che questi vengano rispettati. Esorta i lavoratori a rivolgersi alla CGIL che, da anni, supporta e tutela tutti i lavoratori da qualsiasi parte del mondo essi arrivino.

Il sindacato è una figura importante, un punto di riferimento per tutti i lavoratori che subiscono ingiustizie come, purtroppo, è stato per Jerry Masslo rifugiato sudafricano ma, soprattutto, un lavoratore che fu assassinato da una banda di criminali per pochi soldi nella zona di Villa Literno. Ragazzi e ragazze di tutto il mondo sono saliti sul palco per raccontare la loro esperienza: afgani, rumeni, bulgari o sudafricani tutti lavoratori con gli stessi diritti a dimostrare che si può avere un futuro migliore e una vita dignitosa. Molti hanno vinto borse di studio per studiare la lingua italiana, altri per continuare gli studi all’università e altri ancora hanno ottenuto contratti lavorativi per lavorare nei campi tutelati dalla legge.  All’affermazione riguardante la sensibilizzazione della CGIL per i lavoratori immigrati la Camusso conclude i lavori sottolineando che la CGIL tutela i lavoratori in quanto tali e per questo non ci sono preferenze o discriminazioni. La giornata si è conclusa con la distribuzione simbolica di un pacco di pasta e un barattolo di passata di pomodoro per tutti gli abitanti della zona.

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Il secondo giorno è stato quello più intenso e forte per quanto riguarda l’esperienza sul campo. All’alba per le strade di Villa Literno, Mondragone e Castel Volturno per parlare con i lavoratori che attendevano di essere caricati dai caporali in camioncini stracolmi di persone. Alcuni, purtroppo, si allontanavano preoccupati di poter perdere la giornata lavorativa altri, invece, chiedevano e altri ancora raccontavano. Soprattutto nella comunità bulgara si sono organizzati tra loro per raggiungere i campi versando dai 2 ai 5 € per il trasporto a seconda delle distanze da raggiungere, altri invece attendevano il “padrone” che li portasse per pochi soldi a lavorare nei campi tutto il giorno. Una volta albeggiato tutti i lavoratori erano partiti e il gruppo della CGIL (FLAI e Fondazione Metes) si è recato al cimitero di Villa Literno per rendere omaggio a Jerry Masslo insieme al Sindaco e alcuni studenti. Nel pomeriggio si è svolta la IV edizione del premio “Jerry Masslo” nell’aula magna della Città della Scienza a Napoli con la partecipazione di alcune scuole superiori di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno che hanno aderito al concorso e con gli interventi di Susanna Camusso, Ivana Galli e il fumettista Alessandro Mereu (in arte Don Alemanno) che, per questa occasione, ha disegnato delle vignette per spiegare nella maniera più semplice il caporalato. Alla tavola rotonda sono stati chiamati in rappresentanza anche alcuni studenti delle scuole superiori.

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Il 14 ottobre, infine, si è svolta nella palestra dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Villa Literno, la premiazione del concorso giunto alla sua quarta edizione. Hanno partecipato all’evento, dando il loro contributo, il Sindaco di Villa Literno Nicola Tamburrino, il Consigliere Politico Ambasciata del Sud Africa Mpho Ndimande, il Segretario Generale CGIL Caserta Camilla Bernabei, il Segretario Generale aggiunto e Presidente del Comitato Donne CNTS del Senegal Madame Fatoumata Bintou Yafa e la Segretaria Generale FLAI CGIL Ivana Galli. Per la Sezione Scuole ha vinto il Trentatreesimo Circolo Didattico Risorgimento di Napoli con Sogni in viaggio; per la Sezione Saggi Roberto Russo con La domenica di Kasava; per la Sezione tesi di laurea Stefano Fornito con Fare antropologia in contesti di lotta sociale – Analisi di una mobilitazione di braccianti contro lo sfruttamento e il razzismo di Stato.

Un’esperienza emozionante che lascia una responsabilità a tutti coloro che cercano di fare un passo in avanti su questi temi che, purtroppo, sono oggi più che mai attuali.