Nel 2024 in Italia sono stati distribuiti quasi 4,1 milioni di tonnellate di fertilizzanti per uso agricolo, con una flessione del10,6% rispetto all’anno precedente e un livello dell’8% inferiore alla media del quinquennio 2019-2023.
La quantità dei concimi minerali si attesta a circa 1,8 milioni di tonnellate, mentre gli ammendanti subiscono una flessione a circa 1,0 milioni di tonnellate (-19,9%) e i correttivi registrano un aumento del 19,8%, attestandosi a circa 457 mila tonnellate.
L’azoto passa da 65,7 kg/ha nel 2015 a 46,3 kg/ha nel 2024, l’anidride fosforica da 20,8 a 11,7 kg/ha e i mesoelementi-ossido potassico da 15,8 a 9,6 kg/ha.
La produzione nazionale copre stabilmente tra il 70% e il 75% dei volumi distribuiti. I primi 10 paesi coprono il 75% circa del valore totale degli acquisti all’estero di fertilizzanti in Italia. L’Egitto è il primo fornitore con una quota del 18,1% del valore importato complessivo seguito da La Federazione Russa che si colloca al secondo posto (12,4%).
Le forniture dirette di fertilizzanti dai Paesi del Golfo verso l’Italia sono complessivamente molto marginali, con un peso pari allo 0,3% delle importazioni italiane, ma la dipendenza è più elevata poiché una quota rilevante dei fertilizzanti importati è prodotta utilizzando gas naturale proveniente dalla stessa area o trasportata attraverso rotte che transitano nelle sue acque.
Per l’Italia, Paese fortemente dipendente dalle importazioni e con una capacità produttiva interna limitata, la crisi dello Stretto di Hormuz configura un rischio strategico di primaria importanza.
