Il 15 giugno 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati definitivi dell’inflazione misurata sulla base dell’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati per il periodo 2022-2025. Nella stessa nota viene pubblicata la previsione dell’indicatore per gli anni 2026-2029.
Come si può osservare dalla figura 1, nel 2025 l’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati registra una crescita del +1,9%, -0,1% rispetto alla previsione del +2,0% diffusa dall’ISTAT il 12 giugno 2025.
Figura 1 – IPCA netto dei beni energetici importati nel 2022-2025: realizzazione e scostamenti tra realizzazione e previsione (realizzazione: variazioni percentuali; scostamenti: punti percentuali)

Fonte: Elaborazioni Fondazione Metes su dati ISTAT, 2026
L’anno 2022 è quello caratterizzato dal maggiore scostamento tra la previsione ISTAT e il valore rilevato a consuntivo dell’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati: +1,9%.
Tabella 1 – Inflazione IPCA al netto degli energetici importati: previsione 2026-2029 (var. %)
| 2026 | 2027 | 2028 | 2029 | |
| IPCA al netto degli energetici importati | 2,4 | 2,6 | 2,1 | 2,0 |
Fonte: ISTAT, 2026
La tabella 1 riporta le previsioni dell’inflazione misurata dall’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati per gli anni 2026-2029.
Secondo le previsioni dell’ISTAT, alla fine del 2026 si dovrebbe registrare una crescita dell’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati del +2,4%. Per il triennio successivo la crescita dovrebbe essere leggermente più accentuata nel 2027 attestandosi, secondo le stime dell’ISTAT, al 2,6% mentre per sia il 2028 che per il 2029 l’incremento dell’IPCA dovrebbe attestarsi rispettivamente al +2,1% e al +2,0%.
