Nota su Lavoro intermittente nell’Industria alimentare e delle bevande 2024

Nota su Lavoro intermittente nell’Industria alimentare e delle bevande 2024

Nel 2024 i lavoratori intermittenti, con prestazione lavorativa discontinua o intermittente a secondo delle esigenze individuate dal CCNL, nell’industria alimentare e delle bevande con almeno una giornata retribuita sono 13.566, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023. In termini sia di numerosità dei lavoratori sia di volume delle giornate lavorate, la quota attribuibile al settore si colloca attorno al 2%, mentre il restante 98% è riconducibile agli altri settori produttivi.

Le giornate retribuite sono 741.924, in aumento del 3,6%, e il numero medio di giornate per lavoratore è pari a 54,7 (+2,2% rispetto al 2023).

Tra il 2014 e il 2024 il numero complessivo di lavoratori intermittenti passa da 11.185 a 13.566 unità, con un incremento del 21,3%, segnalando un leggero rafforzamento di questa forma contrattuale all’interno delle strategie occupazionali delle imprese del settore. Le donne rappresentano il 53,9% dei lavoratori intermittenti, mentre i lavoratori fino a 34 anni sono il 63,0% del totale. Gli operai costituiscono il 96,4% dei lavoratori intermittenti del settore.

Oltre il 73% dei lavoratori è concentrato nel Nord, in particolare nel Nord-Est (40,4%) e nel Nord-Ovest (32,8%).

Le regioni con il maggior numero di lavoratori intermittenti sono Lombardia (2.565), Veneto (2.308) ed Emilia-Romagna (2.301).

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Nota su Indagine sulla struttura delle aziende agricole 2023- evoluzione e caratteristiche dei livelli di formazione dei capi azienda

Nota su Indagine sulla struttura delle aziende agricole 2023- evoluzione e caratteristiche dei livelli di formazione dei capi azienda

Nel 2023 la quota dei capi azienda con formazione agraria completa è pari all’8,2%, mentre il 56,6% possiede una formazione basata solo su esperienza pratica e il 35,2% una formazione agraria elementare.

I capi azienda con formazione agraria completa presentano una maggiore incidenza nelle aziende con almeno 100 ettari (2,3%) e nelle aziende con oltre 100.000 euro di produzione (22,4%).

La partecipazione ad attività di formazione professionale negli ultimi 12 mesi riguarda il 9,0% dei capi azienda in Italia, con valori più elevati nella Provincia autonoma di Bolzano (43,2%) e nella Provincia autonoma di Trento (33,7%).

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Nota su Produzioni agroalimentari italiane DOP, IGP e STG – 2025

Nota su Produzioni agroalimentari italiane DOP, IGP e STG – 2025

Anche per il 2024, l’Italia è il primo produttore mondiale di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica con 897 (+41 rispetto al 2023) prodotti riconosciuti su 3.484 totali. In particolare, il nostro Paese può vantare 585 prodotti DOP (Denominazioni di origine protetta), 272 IGP (Indicazioni geografiche protette), 4 STG (Specialità tradizionali garantite) e 36 IG Spirits (Bevande Spiritose).

Nel 2024 il comparto del cibo DOP IGP, che comprende 331 denominazioni registrate, ha raggiunto i 9,64 miliardi di euro segnando una crescita del 7,7% rispetto al 2023 e del 48% rispetto al 2014.

La produzione di vino imbottigliato DOP IGP si attesta nel 2024 a 25,6 milioni di ettolitri, registrando una lieve flessione -1,0% rispetto al 2023. Nel dettaglio, i vini DOP mostrano una dinamica positiva, con 17,82 milioni di ettolitri certificati e un incremento dell’imbottigliato pari all’1,0% su base annua. Al contrario, i vini IGP evidenziano una contrazione più marcata, con un calo del 4% dell’imbottigliamento.Sul versante agroalimentare, l’export dei prodotti DOP IGP supera per la prima volta la soglia dei 5 miliardi di euro, segnando un incremento del 12,7% rispetto al 2023 una crescita complessiva del 91% nell’arco dell’ultimo decennio 2014-2024. Il vino a Indicazione Geografica conferma un andamento positivo: nel 2024 il valore delle esportazioni supera per la prima volta i 7 miliardi di euro, con una crescita del 5,2% rispetto al 2023 e un incremento del 66% nel confronto con il 2014.

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Nota su Le diseguaglianze a livello mondiale secondo il World Inequality Report 2026

Nota su Le diseguaglianze a livello mondiale secondo il World Inequality Report 2026

Il World Inequality Report 2026 (WIR 2026) rappresenta una preziosa fonte per analizzare le disuguaglianze che caratterizzano il XXI secolo: clima e ricchezza, diseguaglianza e genere, disparità di accesso all’istruzione e alla formazione, iniquità del sistema finanziario globale e sperequazioni territoriali.

Il 10% più ricco della popolazione mondiale percepisce un reddito complessivo superiore a quello del restante 90%, mentre la metà più povera detiene meno del 10% del reddito globale.

La metà più povera della popolazione mondiale è responsabile solo del 3% delle emissioni globali di carbonio, mentre il 10% più ricco contribuisce al 77% del totale.

A livello globale, le donne percepiscono poco più di un quarto del reddito da lavoro totale, una quota che è rimasta pressoché invariata dal lontano 1990.

La spesa media per l’istruzione pro capite nell’Africa subsahariana si attestava su soli 200 euro (a parità di potere d’acquisto, PPA), rispetto ai 7.400 euro in Europa e ai 9.000 euro in Nord America e Oceania.

Le diseguaglianze non hanno impatti solo economici e sociali ma condizionano fortemente la politica. Oggi, ad esempio, molti elettori con titoli di studio elevati ma con redditi relativamente bassi (ad esempio, insegnanti o infermieri) votano per la sinistra, mentre molti elettori con titoli di studio inferiori ma redditi relativamente più alti (ad esempio, lavoratori autonomi o camionisti) tendono a votare per la destra.

Secondo WIR 2026 analizzando gli andamenti della disuguaglianza nei vari Paesi emerge che le politiche possono ridurre le sperequazioni nella distribuzione della ricchezza. Il WIR 2026 mostra che, persino con aliquote modeste, un’imposta patrimoniale minima globale mirata esclusivamente ai super-ricchi (patrimoni > 100 milioni USD) potrebbe generare un gettito significativo anche con aliquote relativamente moderate. Le proposte formulate dal WIR 2026 confermano il valore della proposta avanzata dal segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini, di introdurre un contributo di solidarietà a carico delle circa 500 mila persone che in Italia detengono una ricchezza netta annua di oltre 2 milioni di euro.

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Nota Andamento dell’indennità di Disoccupazione agricola e Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (2024)

Nota Andamento dell’indennità di Disoccupazione agricola e Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (2024)

Nel 2024 risultano beneficiari di prestazioni di Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (CISOA) 12.174 lavoratori. Rispetto allo scorso anno i beneficiari di prestazioni di CISOA in Italia sono aumentati di 1.082 unità (+9,8% rispetto al 2023). In particolare, nel 2024 sono state indennizzate poco meno di 180 mila di giornate (+8,4% rispetto al 2023) che hanno determinato l’erogazione complessiva di 9,6 milioni di euro (+13,5%).

Nel 2024 risultano beneficiari di indennità di disoccupazione agricola 512.309 lavoratori. Rispetto all’anno precedente i beneficiari di indennità di disoccupazione agricola in Italia sono diminuiti di 11.836 unità (-2,3% rispetto al 2023). In particolare, nel 2024 sono state indennizzate poco più di 64,5 milioni di giornate (-1,3% rispetto al 2023) che hanno determinato l’erogazione complessiva di 1,9 miliardi di euro (+1,1%).

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Nota su Andamento della Cassa Integrazione Guadagni nel settore agroalimentare

Nota su Andamento della Cassa Integrazione Guadagni nel settore agroalimentare

Nel periodo gennaio – settembre 2025, si contano, nel complesso, 5.106.304 ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nei primi otto mesi dell’anno per i settori dell’agroalimentare. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 4.732.066 ore si rileva un incremento tendenziale del 7,9%.

Passando all’analisi del dettaglio settoriale anche per il periodo gennaio – settembre 2025 si osserva che:

  • per “Agricoltura, caccia e relativi servizi” le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio – settembre 2025 sono pari a 375.564. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 112.204 ore si rileva un incremento tendenziale del 234,7%;
  • per “Industrie alimentari e delle bevande” le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio – settembre 2025 sono pari a 4.730.740. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 4.619.862 ore si rileva un incremento tendenziale del 2,4%.

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