Nota su La sfida dell’acqua in agricoltura

Nota su La sfida dell’acqua in agricoltura

La distribuzione della superficie irrigabile e irrigata sul territorio nazionale ha conseguenze rilevanti dal punto di vista produttivo, qualitativo e ambientale. Le aree con una maggiore disponibilità di infrastrutture irrigue -concentrate prevalentemente nel Nord – sono anche quelle in cui si concentra quantitativamente e in valore la nostra produzione agricola nazionale. Nello specifico, per quanto riguarda la qualità, alcune colture agricole offrono un rendimento migliore se irrigate adeguatamente; dal punto di vista ambientale, invece, un’irrigazione più intensiva presenta diverse criticità. L’aumento dei terreni irrigati può, infatti, comportare un uso eccessivo delle risorse idriche locali, un’intensa lavorazione del suolo e un maggiore rischio idrogeologico.Il Dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura nell’UE e la Comunicazione UE “Una visione per l’agricoltura e l’alimentazione” (2025), considerano l’acqua e l’irrigazione temi centrali per garantire un’agricoltura sostenibile. È necessario usare l’acqua in modo più efficiente, riducendo gli sprechi e migliorando la gestione irrigua, viene evidenziata l’importanza di ridurre l’inquinamento delle acque, limitando l’uso di fertilizzanti e pesticidi nocivi per ecosistemi e falde. Vengono promosse innovazioni tecnologiche e pratiche “water-smart”, come l’irrigazione di precisione, sistemi di monitoraggio digitale e soluzioni naturali per aumentare la ritenzione idrica del suolo. Si incoraggia inoltre la diffusione di colture più resistenti allo stress idrico e il sostegno tecnico e finanziario agli agricoltori nelle zone soggette a siccità.

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ECONOMIA NON OSSERVATA NEI CONTI NAZIONALI – ANNI 2020-2023

ECONOMIA NON OSSERVATA NEI CONTI NAZIONALI – ANNI 2020-2023

Nel 2023 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a 217,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente (quando era 202,4 miliardi). In termini di incidenza, il peso del valore aggiunto da economia non osservata sul PIL è leggermente aumentato, attestandosi al 10,2% rispetto al 10,1% del 2022.

Nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca l’economia sommersa vale 5,9 miliardi di euro e pesa per il 14,9% sul totale del valore aggiunto generato dal settore.

La crescita dell’economia non osservata è stata determinata principalmente dall’andamento del valore aggiunto generato dall’utilizzo di “lavoro irregolare”, che ha segnato un aumento di 7,8 miliardi di euro (+11,3%) rispetto al 2022.

Per quanto riguarda l’economia sommersa, nel 2023, il valore si è attestato a 197,6 miliardi di euro, in crescita del 6,6% (+6,7 miliardi) rispetto al 2022. Il suo peso sul PIL rimane sostanzialmente stabile al 9,2% (era il 9,1% nel 2022). I settori nei quali il peso del sommerso economico è maggiore sono gli “Altri servizi alle persone” (32,4% del valore aggiunto del comparto), il “Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione” (18,8%), le “Costruzioni” (16,5%), l’“Agricoltura, silvicoltura e pesca” (14,9%) e i “Servizi professionali” (13,7%). 

La dimensione del valore aggiunto generato da sotto-dichiarazione ha un ruolo significativo per gli “Altri servizi alle persone” (12,2% del totale del valore aggiunto del settore), per il “Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione” (11,1%) e le “Costruzioni” (10,3%).

Il valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare presenta una maggiore incidenza negli “Altri servizi alle persone” (19,7% del valore aggiunto totale), anche per l’inclusione del lavoro domestico.

Il tasso di irregolarità, calcolato come incidenza percentuale delle unità di lavoro a tempo pieno (ULA) non regolari sul totale, risulta in aumento nell’ultimo anno, attestandosi al 12,7%, dopo il 12,5% stimato nell’anno precedente. L’agricoltura, silvicoltura e pesca, dove è irregolare più di una unità di lavoro dipendente a tempo pieno (ULA) su tre, è il secondo settore in termini di incidenza delle unità di lavoro irregolari (35,0% del totale delle ULA dipendenti). In particolare, nel settore “Agricoltura, silvicoltura e pesca” sono 203mila le unità di lavoro in condizione di non regolarità (146mila dipendenti e 57mila indipendenti).

La spesa alimentare delle famiglie – Anno 2024

La spesa alimentare delle famiglie – Anno 2024

Nel 2024 la spesa media mensile totale delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.755 euro in valori correnti e rimane sostanzialmente invariata rispetto ai 2.738 euro registrati nel 2023 (+0,6%). Tra il 2019 e il 2024 il valore della spesa per consumi delle famiglie è, quindi, aumentato del 7,6% a fronte di un’inflazione, misurata sullo stesso arco temporale dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), del 18,5%.

Il valore della spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche che nel 2024 è pari a 532,85 euro.

Dall’analisi territoriale dei trend della spesa media mensile delle famiglie destinata all’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche emerge che il maggiore incremento si registra nel Nord-Est dove il valore della spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche aumenta del 2,0%.

Nel 2024 le regioni con la spesa media mensile per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche più elevata sono Campania (625,45 euro) e Sicilia (599,36 euro), mentre Sardegna e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 390,63 e 455,63 euro mensili. In termini di incidenza, la quota più elevata di spesa per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche si registra in Calabria (28,2%) e in Campania (27,8%) a fronte del 19,2% osservato a livello nazionale. La minore incidenza della spesa media mensile per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche si rileva invece che nella provincia di Trento (15,5%) e in quella di Bolzano (13,8%).

Nel 2024, così come nel 2023, circa un terzo delle famiglie dichiara di aver limitato in quantità e/o qualità, rispetto a un anno prima, la spesa per cibo (31,0%, era il 31,4% nel 2023) e per bevande (33,4%, dal 33,8%).

La crescita registrata nei prezzi dei beni alimentari ha determinato una compressione anche in chiave qualitativa delle scelte di consumo. La crescita registrata negli ultimi anni della quota delle vendite realizzate dal canale distributivo Discount può essere, infatti, interpretato come il segnale della crescente difficoltà affrontata dalle famiglie italiane a porre una adeguata attenzione agli standard qualitativi nelle scelte alimentari. Continuano, infatti, a perder terreno i piccoli negozi di prossimità sia appartenenti alle grandi catene (libero servizio e superette -3,9%) che ancor più quelli indipendenti (negozi tradizionali -4,8%). Mentre gli ipermercati registrano lievi incrementi di fatturato (+0,8% rispetto al 2023) guadagnano, invece, terreno i supermercati e i discount (rispettivamente +2,5% e +1,5% i fatturati rispetto al 2023).

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La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

Il 16 luglio la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la programmazione delle risorse comunitarie per il periodo 2028-2034. In particolare, in merito al QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) 2028-2034 la Commissione propone un massimale per gli impegni di 1.763,1 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL (Reddito Nazionale Lordo) dell’UE, e un corrispondente massimale per i pagamenti di 1.761 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL dell’UE.

Come abbiamo scritto in precedenza il Fondo di partenariato nazionale e regionale (NRP) disporrà di 865 miliardi di euro. Tale importo è ripartito tra tre componenti. La prima vale 782,9 miliardi e riguarda il funzionamento dei piani di Partenariato Nazionali e Regionali che rappresentano una delle principali innovazioni presenti nella proposta di QFP 2028-2034. La seconda componente riguarda la EU Facility (63,2 miliardi di euro), lo strumento introdotto per fare fronte alle emergenze. Mentre l’ultima componente di 10,3 miliardi di euro sarà destinata all’Interreg.

Attraverso la lettura di una ulteriore scheda tecnica pubblicata dalla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea il 17 settembre 2025 possiamo infine analizzare la distribuzione tra gli Stati membri dei 293 miliardi di euro che nel QFP 2028-2034 saranno vincolati al sostegno al reddito della politica agricola comune.

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Nota su Danni alle potenzialità produttive agricole e stato di carestia nella Striscia di Gaza

Nota su Danni alle potenzialità produttive agricole e stato di carestia nella Striscia di Gaza

Secondo l’analisi effettuata da FAO, UNITAR e UNSAT, al 28 luglio 2025 i terreni ancora potenzialmente coltivabili disponibili nella Striscia di Gaza erano pari all’1,5%. Nella tabella sono riportati i dati della ripartizione dei terreni in termini di accessibilità, danni e disponibilità per Governatorato. Questi dati evidenziano la tragicità della situazione che attualmente caratterizza l’agricoltura della Striscia di Gaza. Il terreno coltivabile disponibile per la coltivazione risulta pari a zero nel Governatorato di Gaza Nord e in quello di Rafah. Rimangono disponibili 9 ettari nel Governatorato di Gaza, 176 ettari in quello di Deir Al-Balah e 47 ettari in quello di Khan Younis. 

Rimangono disponibili per la coltivazione un totale di 232 ettari per un territorio in cui l’agricoltura rappresentava circa il 10% dell’economia di Gaza prima dell’inizio del genocidio. Una superficie irrisoria per oltre 560.000 persone che dipendevano, in tutto o in parte, per vivere dall’agricoltura, dalla pesca e dalla pastorizia. 

GovernatoratoTerreni coltivabili danneggiati e non accessibiliTerreno coltivabile non danneggiato ma non accessibileTerreno coltivabile danneggiato ma accessibileTerreno coltivabile disponibile per la coltivazioneSuperficie coltivabile totale
Gaza Nord2.934198003.132
Gaza2.8222804093.151
Deir Al-Balah1.4982296841762.587
Khan Younis3.132754344474.278
Rafah1.507397001.904
Totale11.8941.8581.06923215.052

*in ettari

Fonte: elaborazione dati Fondazione Metes su dati FAO, UNITAR e UNOSAT

La Vicedirettrice Generale della FAO Beth Bechdol ha recentemente rilasciato la seguente dichiarazione in merito all’attuale situazione alimentare nella Striscia di Gaza: “con la distruzione dei terreni agricoli, delle serre e dei pozzi, la produzione alimentare locale si è fermata. Il loro ripristino richiederà investimenti imponenti e un impegno costante per risanare i mezzi di sussistenza e la speranza”. Secondo il rapporto Integrated Food Security Phase Classification (IPC) del 22 agosto 2025, il Governatorato di Gaza, dal 15 agosto 2025, è, con prove ragionevoli, entrato in stato di carestia (Fase IPC 5). Tra metà agosto e fine settembre 2025, si prevede che la situazione peggiorerà ulteriormente, con la prevista espansione della carestia a Deir al-Balah e Khan Younis. Si prevede che quasi un terzo della popolazione (641.000 persone) affronterà condizioni catastrofiche (Fase IPC 5), mentre la popolazione in Emergenza (Fase IPC 4) salirà probabilmente a 1,14 milioni (58%).

La malnutrizione acuta è destinata a peggiorare rapidamente nei prossimi mesi. Entro giugno 2026, si stima che oltre 132.000 bambini sotto i cinque anni ne saranno colpiti, un numero più che doppio rispetto alle proiezioni dell’IPC di maggio 2025. Tra questi, più di 41.000 casi saranno classificati come gravi, con bambini esposti a un elevato rischio di morte. Inoltre, circa 55.500 donne incinte e in allattamento malnutrite avranno bisogno urgente di assistenza nutrizionale. Le condizioni nel Governatorato di Gaza Nord si prevede siano altrettanto critiche, se non più gravi, rispetto a quelle osservate nel Governatorato di Gaza.

IPC1 IPC23IPC3 IPC4 IPC5 (con solide evidenze) IPC5 (con robuste evidenze Area con evidenze inadeguate Area non analizzata 

Fonte: Integrated Food Security Phase Classification (IPC) 

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PREVISIONI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DELLE FAMIGLIE – ANNO 2024

PREVISIONI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DELLE FAMIGLIE – ANNO 2024

Agosto 2025

Secondo l’ultimo report ISTAT sulle previsioni demografiche, entro il 2050 la popolazione italiana passerà da 59 milioni a 54,7 milioni (-4,3 milioni in 25 anni). Nello stesso periodo l’incidenza della popolazione degli over 65 anni si attesterà al 34,6% (+10,3% rispetto ad oggi che risulta al 24,3%) mentre quella della popolazione ‘tra i 15-64 anni’ scenderà al 54,3% (-9,2% rispetto ad oggi che risulta al 63,5%). La quota dei giovani fino a 14 anni, rimane invece abbastanza stabile, si prevede infatti che nei prossimi 25 anni passerà dal 12,2% all’11,2%.

Tra il 2024 e 2080 si conteranno complessivamente 20,5 milioni di nascite, 43,7 milioni di decessi, 18,0 milioni di immigrazioni dall’estero e 8,2 milioni di emigrazioni verso l’estero. Nonostante le incertezze su quelle che saranno le effettive dinamiche della popolazione in futuro questi andamenti fanno pensare che, fino al 2080, sarà difficile riequilibrare l’ampia differenza tra nascite e morti. Anche negli scenari più ottimistici, il numero di nascite resta più basso rispetto a quello dei decessi. Se infatti si considera lo scenario ‘mediano’, si prevede che il numero medio di figli per donna aumenti da 1,18 nel 2024 a 1,46 nel 2080.

 2024Valori assoluti2040Valori assoluti2050Valori assolutiVar. % 2024/2050
Famiglie con almeno un nucleo    
– Famiglie con 2 o più nuclei2492792677%
– Coppie senza figli5.3525.9275.6676%
– Coppie con figli7.5786.3425.734-24%
– Madri sole2.2762.3692.4136%
– Padri soli61874681933%
Totale Famiglie con almeno un nucleo16.07315.66214.899-7%
Famiglie di cui senza nuclei    
– Persone sole9.73410.74411.00513%
     Di cui maschi4.4584.7784.7927%
     Di cui femmine5.2765.9676.21318%
– Famiglie multipersonali67279884926%
Totale Famiglie di cui senza nuclei10.40511.54311.85314%
TOTALE26.47827.20526.7521%

Fonte: nostra elaborazione su dati ISTAT

  • Le famiglie con almeno un nucleo familiare diminuiscono soprattutto nel Mezzogiorno: dal 63,1% registrato nel 2024 passerà al 57,6% nel 2050, al Nord la percentuale si attesterà al 55,1% mentre al Centro al 54,3%;
  • le coppie con figli diminuiscono sensibilmente anche al Sud: dal 31,5%nel 2024 si passerà al 22,7% nel 2050;
  • le famiglie senza nuclei aumenteranno sensibilmente su tutto il territorio nazionale: nel Mezzogiorno si passerà dal 36,9% del 2024 al 42,4% nel 20250 (+5,5%); nel Nord e Centro le famiglie senza nuclei avranno un aumento percentuale raggiungendo rispettivamente il 44,9% e il 45,7% nel 2050;
  • le persone sole aumenteranno in tutte le aree: nel Nord nel 2050 saranno pari al 41,9% (+4% rispetto al 2024), nel Centro 42,8% (+4% rispetto al 2024), nel Mezzogiorno 38,7% (+4,9% rispetto al 2024);
  • la percentuale di coppie senza figli aumenta leggermente: al Nord arriveranno al 22,2% e nel Mezzogiorno le proiezioni al 2050 sono al 20,2%;
  • anche la dimensione familiare media diminuirà: in Italia si passerà da 2,21 a 2,03 componenti nel 2050; al Nord e Centro da 2,16 a 2,0; nel Mezzogiorno da 2,32 a 2,06.

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