Nota Andamento dell’indennità di Disoccupazione agricola e Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (2024)

Nota Andamento dell’indennità di Disoccupazione agricola e Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (2024)

Nel 2024 risultano beneficiari di prestazioni di Cassa Integrazione Speciale Operai dell’Agricoltura (CISOA) 12.174 lavoratori. Rispetto allo scorso anno i beneficiari di prestazioni di CISOA in Italia sono aumentati di 1.082 unità (+9,8% rispetto al 2023). In particolare, nel 2024 sono state indennizzate poco meno di 180 mila di giornate (+8,4% rispetto al 2023) che hanno determinato l’erogazione complessiva di 9,6 milioni di euro (+13,5%).

Nel 2024 risultano beneficiari di indennità di disoccupazione agricola 512.309 lavoratori. Rispetto all’anno precedente i beneficiari di indennità di disoccupazione agricola in Italia sono diminuiti di 11.836 unità (-2,3% rispetto al 2023). In particolare, nel 2024 sono state indennizzate poco più di 64,5 milioni di giornate (-1,3% rispetto al 2023) che hanno determinato l’erogazione complessiva di 1,9 miliardi di euro (+1,1%).

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Nota su Andamento della Cassa Integrazione Guadagni nel settore agroalimentare

Nota su Andamento della Cassa Integrazione Guadagni nel settore agroalimentare

Nel periodo gennaio – settembre 2025, si contano, nel complesso, 5.106.304 ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nei primi otto mesi dell’anno per i settori dell’agroalimentare. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 4.732.066 ore si rileva un incremento tendenziale del 7,9%.

Passando all’analisi del dettaglio settoriale anche per il periodo gennaio – settembre 2025 si osserva che:

  • per “Agricoltura, caccia e relativi servizi” le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio – settembre 2025 sono pari a 375.564. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 112.204 ore si rileva un incremento tendenziale del 234,7%;
  • per “Industrie alimentari e delle bevande” le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio – settembre 2025 sono pari a 4.730.740. Considerando che nello stesso periodo del 2024 sono state autorizzate 4.619.862 ore si rileva un incremento tendenziale del 2,4%.

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Nota su La sfida dell’acqua in agricoltura

Nota su La sfida dell’acqua in agricoltura

La distribuzione della superficie irrigabile e irrigata sul territorio nazionale ha conseguenze rilevanti dal punto di vista produttivo, qualitativo e ambientale. Le aree con una maggiore disponibilità di infrastrutture irrigue -concentrate prevalentemente nel Nord – sono anche quelle in cui si concentra quantitativamente e in valore la nostra produzione agricola nazionale. Nello specifico, per quanto riguarda la qualità, alcune colture agricole offrono un rendimento migliore se irrigate adeguatamente; dal punto di vista ambientale, invece, un’irrigazione più intensiva presenta diverse criticità. L’aumento dei terreni irrigati può, infatti, comportare un uso eccessivo delle risorse idriche locali, un’intensa lavorazione del suolo e un maggiore rischio idrogeologico.Il Dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura nell’UE e la Comunicazione UE “Una visione per l’agricoltura e l’alimentazione” (2025), considerano l’acqua e l’irrigazione temi centrali per garantire un’agricoltura sostenibile. È necessario usare l’acqua in modo più efficiente, riducendo gli sprechi e migliorando la gestione irrigua, viene evidenziata l’importanza di ridurre l’inquinamento delle acque, limitando l’uso di fertilizzanti e pesticidi nocivi per ecosistemi e falde. Vengono promosse innovazioni tecnologiche e pratiche “water-smart”, come l’irrigazione di precisione, sistemi di monitoraggio digitale e soluzioni naturali per aumentare la ritenzione idrica del suolo. Si incoraggia inoltre la diffusione di colture più resistenti allo stress idrico e il sostegno tecnico e finanziario agli agricoltori nelle zone soggette a siccità.

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ECONOMIA NON OSSERVATA NEI CONTI NAZIONALI – ANNI 2020-2023

ECONOMIA NON OSSERVATA NEI CONTI NAZIONALI – ANNI 2020-2023

Nel 2023 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a 217,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente (quando era 202,4 miliardi). In termini di incidenza, il peso del valore aggiunto da economia non osservata sul PIL è leggermente aumentato, attestandosi al 10,2% rispetto al 10,1% del 2022.

Nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca l’economia sommersa vale 5,9 miliardi di euro e pesa per il 14,9% sul totale del valore aggiunto generato dal settore.

La crescita dell’economia non osservata è stata determinata principalmente dall’andamento del valore aggiunto generato dall’utilizzo di “lavoro irregolare”, che ha segnato un aumento di 7,8 miliardi di euro (+11,3%) rispetto al 2022.

Per quanto riguarda l’economia sommersa, nel 2023, il valore si è attestato a 197,6 miliardi di euro, in crescita del 6,6% (+6,7 miliardi) rispetto al 2022. Il suo peso sul PIL rimane sostanzialmente stabile al 9,2% (era il 9,1% nel 2022). I settori nei quali il peso del sommerso economico è maggiore sono gli “Altri servizi alle persone” (32,4% del valore aggiunto del comparto), il “Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione” (18,8%), le “Costruzioni” (16,5%), l’“Agricoltura, silvicoltura e pesca” (14,9%) e i “Servizi professionali” (13,7%). 

La dimensione del valore aggiunto generato da sotto-dichiarazione ha un ruolo significativo per gli “Altri servizi alle persone” (12,2% del totale del valore aggiunto del settore), per il “Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione” (11,1%) e le “Costruzioni” (10,3%).

Il valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare presenta una maggiore incidenza negli “Altri servizi alle persone” (19,7% del valore aggiunto totale), anche per l’inclusione del lavoro domestico.

Il tasso di irregolarità, calcolato come incidenza percentuale delle unità di lavoro a tempo pieno (ULA) non regolari sul totale, risulta in aumento nell’ultimo anno, attestandosi al 12,7%, dopo il 12,5% stimato nell’anno precedente. L’agricoltura, silvicoltura e pesca, dove è irregolare più di una unità di lavoro dipendente a tempo pieno (ULA) su tre, è il secondo settore in termini di incidenza delle unità di lavoro irregolari (35,0% del totale delle ULA dipendenti). In particolare, nel settore “Agricoltura, silvicoltura e pesca” sono 203mila le unità di lavoro in condizione di non regolarità (146mila dipendenti e 57mila indipendenti).

La spesa alimentare delle famiglie – Anno 2024

La spesa alimentare delle famiglie – Anno 2024

Nel 2024 la spesa media mensile totale delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.755 euro in valori correnti e rimane sostanzialmente invariata rispetto ai 2.738 euro registrati nel 2023 (+0,6%). Tra il 2019 e il 2024 il valore della spesa per consumi delle famiglie è, quindi, aumentato del 7,6% a fronte di un’inflazione, misurata sullo stesso arco temporale dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), del 18,5%.

Il valore della spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche che nel 2024 è pari a 532,85 euro.

Dall’analisi territoriale dei trend della spesa media mensile delle famiglie destinata all’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche emerge che il maggiore incremento si registra nel Nord-Est dove il valore della spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche aumenta del 2,0%.

Nel 2024 le regioni con la spesa media mensile per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche più elevata sono Campania (625,45 euro) e Sicilia (599,36 euro), mentre Sardegna e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 390,63 e 455,63 euro mensili. In termini di incidenza, la quota più elevata di spesa per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche si registra in Calabria (28,2%) e in Campania (27,8%) a fronte del 19,2% osservato a livello nazionale. La minore incidenza della spesa media mensile per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche si rileva invece che nella provincia di Trento (15,5%) e in quella di Bolzano (13,8%).

Nel 2024, così come nel 2023, circa un terzo delle famiglie dichiara di aver limitato in quantità e/o qualità, rispetto a un anno prima, la spesa per cibo (31,0%, era il 31,4% nel 2023) e per bevande (33,4%, dal 33,8%).

La crescita registrata nei prezzi dei beni alimentari ha determinato una compressione anche in chiave qualitativa delle scelte di consumo. La crescita registrata negli ultimi anni della quota delle vendite realizzate dal canale distributivo Discount può essere, infatti, interpretato come il segnale della crescente difficoltà affrontata dalle famiglie italiane a porre una adeguata attenzione agli standard qualitativi nelle scelte alimentari. Continuano, infatti, a perder terreno i piccoli negozi di prossimità sia appartenenti alle grandi catene (libero servizio e superette -3,9%) che ancor più quelli indipendenti (negozi tradizionali -4,8%). Mentre gli ipermercati registrano lievi incrementi di fatturato (+0,8% rispetto al 2023) guadagnano, invece, terreno i supermercati e i discount (rispettivamente +2,5% e +1,5% i fatturati rispetto al 2023).

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La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

Il 16 luglio la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la programmazione delle risorse comunitarie per il periodo 2028-2034. In particolare, in merito al QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) 2028-2034 la Commissione propone un massimale per gli impegni di 1.763,1 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL (Reddito Nazionale Lordo) dell’UE, e un corrispondente massimale per i pagamenti di 1.761 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL dell’UE.

Come abbiamo scritto in precedenza il Fondo di partenariato nazionale e regionale (NRP) disporrà di 865 miliardi di euro. Tale importo è ripartito tra tre componenti. La prima vale 782,9 miliardi e riguarda il funzionamento dei piani di Partenariato Nazionali e Regionali che rappresentano una delle principali innovazioni presenti nella proposta di QFP 2028-2034. La seconda componente riguarda la EU Facility (63,2 miliardi di euro), lo strumento introdotto per fare fronte alle emergenze. Mentre l’ultima componente di 10,3 miliardi di euro sarà destinata all’Interreg.

Attraverso la lettura di una ulteriore scheda tecnica pubblicata dalla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea il 17 settembre 2025 possiamo infine analizzare la distribuzione tra gli Stati membri dei 293 miliardi di euro che nel QFP 2028-2034 saranno vincolati al sostegno al reddito della politica agricola comune.

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