La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

La proposta della Commissione europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: una prima analisi sulle risorse PAC

Il 16 luglio la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la programmazione delle risorse comunitarie per il periodo 2028-2034. In particolare, in merito al QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) 2028-2034 la Commissione propone un massimale per gli impegni di 1.763,1 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL (Reddito Nazionale Lordo) dell’UE, e un corrispondente massimale per i pagamenti di 1.761 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, pari all’1,26% dell’RNL dell’UE.

Come abbiamo scritto in precedenza il Fondo di partenariato nazionale e regionale (NRP) disporrà di 865 miliardi di euro. Tale importo è ripartito tra tre componenti. La prima vale 782,9 miliardi e riguarda il funzionamento dei piani di Partenariato Nazionali e Regionali che rappresentano una delle principali innovazioni presenti nella proposta di QFP 2028-2034. La seconda componente riguarda la EU Facility (63,2 miliardi di euro), lo strumento introdotto per fare fronte alle emergenze. Mentre l’ultima componente di 10,3 miliardi di euro sarà destinata all’Interreg.

Attraverso la lettura di una ulteriore scheda tecnica pubblicata dalla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea il 17 settembre 2025 possiamo infine analizzare la distribuzione tra gli Stati membri dei 293 miliardi di euro che nel QFP 2028-2034 saranno vincolati al sostegno al reddito della politica agricola comune.

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Nota su Danni alle potenzialità produttive agricole e stato di carestia nella Striscia di Gaza

Nota su Danni alle potenzialità produttive agricole e stato di carestia nella Striscia di Gaza

Secondo l’analisi effettuata da FAO, UNITAR e UNSAT, al 28 luglio 2025 i terreni ancora potenzialmente coltivabili disponibili nella Striscia di Gaza erano pari all’1,5%. Nella tabella sono riportati i dati della ripartizione dei terreni in termini di accessibilità, danni e disponibilità per Governatorato. Questi dati evidenziano la tragicità della situazione che attualmente caratterizza l’agricoltura della Striscia di Gaza. Il terreno coltivabile disponibile per la coltivazione risulta pari a zero nel Governatorato di Gaza Nord e in quello di Rafah. Rimangono disponibili 9 ettari nel Governatorato di Gaza, 176 ettari in quello di Deir Al-Balah e 47 ettari in quello di Khan Younis. 

Rimangono disponibili per la coltivazione un totale di 232 ettari per un territorio in cui l’agricoltura rappresentava circa il 10% dell’economia di Gaza prima dell’inizio del genocidio. Una superficie irrisoria per oltre 560.000 persone che dipendevano, in tutto o in parte, per vivere dall’agricoltura, dalla pesca e dalla pastorizia. 

GovernatoratoTerreni coltivabili danneggiati e non accessibiliTerreno coltivabile non danneggiato ma non accessibileTerreno coltivabile danneggiato ma accessibileTerreno coltivabile disponibile per la coltivazioneSuperficie coltivabile totale
Gaza Nord2.934198003.132
Gaza2.8222804093.151
Deir Al-Balah1.4982296841762.587
Khan Younis3.132754344474.278
Rafah1.507397001.904
Totale11.8941.8581.06923215.052

*in ettari

Fonte: elaborazione dati Fondazione Metes su dati FAO, UNITAR e UNOSAT

La Vicedirettrice Generale della FAO Beth Bechdol ha recentemente rilasciato la seguente dichiarazione in merito all’attuale situazione alimentare nella Striscia di Gaza: “con la distruzione dei terreni agricoli, delle serre e dei pozzi, la produzione alimentare locale si è fermata. Il loro ripristino richiederà investimenti imponenti e un impegno costante per risanare i mezzi di sussistenza e la speranza”. Secondo il rapporto Integrated Food Security Phase Classification (IPC) del 22 agosto 2025, il Governatorato di Gaza, dal 15 agosto 2025, è, con prove ragionevoli, entrato in stato di carestia (Fase IPC 5). Tra metà agosto e fine settembre 2025, si prevede che la situazione peggiorerà ulteriormente, con la prevista espansione della carestia a Deir al-Balah e Khan Younis. Si prevede che quasi un terzo della popolazione (641.000 persone) affronterà condizioni catastrofiche (Fase IPC 5), mentre la popolazione in Emergenza (Fase IPC 4) salirà probabilmente a 1,14 milioni (58%).

La malnutrizione acuta è destinata a peggiorare rapidamente nei prossimi mesi. Entro giugno 2026, si stima che oltre 132.000 bambini sotto i cinque anni ne saranno colpiti, un numero più che doppio rispetto alle proiezioni dell’IPC di maggio 2025. Tra questi, più di 41.000 casi saranno classificati come gravi, con bambini esposti a un elevato rischio di morte. Inoltre, circa 55.500 donne incinte e in allattamento malnutrite avranno bisogno urgente di assistenza nutrizionale. Le condizioni nel Governatorato di Gaza Nord si prevede siano altrettanto critiche, se non più gravi, rispetto a quelle osservate nel Governatorato di Gaza.

IPC1 IPC23IPC3 IPC4 IPC5 (con solide evidenze) IPC5 (con robuste evidenze Area con evidenze inadeguate Area non analizzata 

Fonte: Integrated Food Security Phase Classification (IPC) 

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PREVISIONI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DELLE FAMIGLIE – ANNO 2024

PREVISIONI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DELLE FAMIGLIE – ANNO 2024

Agosto 2025

Secondo l’ultimo report ISTAT sulle previsioni demografiche, entro il 2050 la popolazione italiana passerà da 59 milioni a 54,7 milioni (-4,3 milioni in 25 anni). Nello stesso periodo l’incidenza della popolazione degli over 65 anni si attesterà al 34,6% (+10,3% rispetto ad oggi che risulta al 24,3%) mentre quella della popolazione ‘tra i 15-64 anni’ scenderà al 54,3% (-9,2% rispetto ad oggi che risulta al 63,5%). La quota dei giovani fino a 14 anni, rimane invece abbastanza stabile, si prevede infatti che nei prossimi 25 anni passerà dal 12,2% all’11,2%.

Tra il 2024 e 2080 si conteranno complessivamente 20,5 milioni di nascite, 43,7 milioni di decessi, 18,0 milioni di immigrazioni dall’estero e 8,2 milioni di emigrazioni verso l’estero. Nonostante le incertezze su quelle che saranno le effettive dinamiche della popolazione in futuro questi andamenti fanno pensare che, fino al 2080, sarà difficile riequilibrare l’ampia differenza tra nascite e morti. Anche negli scenari più ottimistici, il numero di nascite resta più basso rispetto a quello dei decessi. Se infatti si considera lo scenario ‘mediano’, si prevede che il numero medio di figli per donna aumenti da 1,18 nel 2024 a 1,46 nel 2080.

 2024Valori assoluti2040Valori assoluti2050Valori assolutiVar. % 2024/2050
Famiglie con almeno un nucleo    
– Famiglie con 2 o più nuclei2492792677%
– Coppie senza figli5.3525.9275.6676%
– Coppie con figli7.5786.3425.734-24%
– Madri sole2.2762.3692.4136%
– Padri soli61874681933%
Totale Famiglie con almeno un nucleo16.07315.66214.899-7%
Famiglie di cui senza nuclei    
– Persone sole9.73410.74411.00513%
     Di cui maschi4.4584.7784.7927%
     Di cui femmine5.2765.9676.21318%
– Famiglie multipersonali67279884926%
Totale Famiglie di cui senza nuclei10.40511.54311.85314%
TOTALE26.47827.20526.7521%

Fonte: nostra elaborazione su dati ISTAT

  • Le famiglie con almeno un nucleo familiare diminuiscono soprattutto nel Mezzogiorno: dal 63,1% registrato nel 2024 passerà al 57,6% nel 2050, al Nord la percentuale si attesterà al 55,1% mentre al Centro al 54,3%;
  • le coppie con figli diminuiscono sensibilmente anche al Sud: dal 31,5%nel 2024 si passerà al 22,7% nel 2050;
  • le famiglie senza nuclei aumenteranno sensibilmente su tutto il territorio nazionale: nel Mezzogiorno si passerà dal 36,9% del 2024 al 42,4% nel 20250 (+5,5%); nel Nord e Centro le famiglie senza nuclei avranno un aumento percentuale raggiungendo rispettivamente il 44,9% e il 45,7% nel 2050;
  • le persone sole aumenteranno in tutte le aree: nel Nord nel 2050 saranno pari al 41,9% (+4% rispetto al 2024), nel Centro 42,8% (+4% rispetto al 2024), nel Mezzogiorno 38,7% (+4,9% rispetto al 2024);
  • la percentuale di coppie senza figli aumenta leggermente: al Nord arriveranno al 22,2% e nel Mezzogiorno le proiezioni al 2050 sono al 20,2%;
  • anche la dimensione familiare media diminuirà: in Italia si passerà da 2,21 a 2,03 componenti nel 2050; al Nord e Centro da 2,16 a 2,0; nel Mezzogiorno da 2,32 a 2,06.

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ANDAMENTO DELL’ECONOMIA AGRICOLA – ANNO 2024

ANDAMENTO DELL’ECONOMIA AGRICOLA – ANNO 2024

Agosto 2025

Secondo le ultime informazioni fornite dall’ISTAT nell’ambito dell’attività di stima dei Conti della branca agricoltura, silvicoltura e pesca anche nel 2024 si evidenzia un andamento positivo dell’economia agricola italiana. Nel 2024 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca registra risultati positivi in termini di valore aggiunto (+0,6% in volume) e di produzione (+2,0% in volume).

Se nel 2023 si era registrata una performance negativa nel valore aggiunto in volume (-5,3% rispetto al 2022), nel 2024 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca registra un andamento positivo: il valore aggiunto cresce del 2,2% rispetto al 2023, dato che manifesta una crescita più sostenuta di quella dell’economia nazionale, il cui valore aggiunto è aumentato dello 0,5% rispetto all’anno precedente.

Sul piano occupazionale nel 2024 il settore agricoltura, silvicoltura e pesca evidenzia una crescita – in termini di Unità di lavoro (Ula) – dello 0,7%. In particolare, la componente del lavoro dipendente si aumenta del 3,1% mentre quella indipendente subisce una flessione dello 0,7%.

I prezzi dei prodotti agricoli su base annua nel 2024 hanno registrato un incremento medio dei dell’1,8%, in rallentamento rispetto all’anno precedente (+3,6% nel 2023). Aumenti più significativi dei prezzi riguardano i prodotti delle coltivazioni (+2,1%) che nel 2023 erano stati caratterizzati da andamenti stazionari. A livello merceologico gli aumenti più consistenti si evidenziano per olio d’oliva (+13,2%), vino (+10,5%), ortaggi (+8,7%) e frutta (+5,7%).  Viceversa, flessioni rilevanti riguardano gli agrumi.

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Riforma della PAC 2028-2034: una analisi dei contenuti della proposta di regolamento UE

Riforma della PAC 2028-2034: una analisi dei contenuti della proposta di regolamento UE

La proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 prevede circa 300 miliardi di euro per il sostegno agli agricoltori europei, con una riduzione di 86 miliardi rispetto all’attuale dotazione. Il recupero potrebbe avvenire tramite i Piani Nazionali e Regionali di Partenariato e cofinanziamenti nazionali.

La nuova PAC punta a garantire la sicurezza alimentare dell’UE, promuovere il ricambio generazionale, sostenere zone rurali dinamiche e rafforzare la sostenibilità del settore agricolo.

Nazionale e Regionale (NRPF). La Commissione fornirà raccomandazioni nazionali agli Stati membri per indirizzare i rispettivi Piani di Partenariato (NRP).

Si introduce un “sistema di gestione aziendale” con requisiti ambientali e sociali obbligatori per accedere ai principali pagamenti. Sono previste diverse forme di sostegno: al reddito, agroambientale, a piccoli agricoltori, giovani, investimenti, rischio e formazione.

I pagamenti vengono differenziati per sostenere i soggetti più bisognosi. Il tetto massimo per agricoltore è fissato a 100.000 euro l’anno. Entro il 2032 non potranno beneficiarne i pensionati.

Previsto un sostegno fino a 3.000 euro annui per agricoltore, stabilito dai singoli Stati membri. L’adesione è volontaria.

Previsti pagamenti per compensare le difficoltà in aree con vincoli naturali, fino al 2% della superficie agricola del paese.

Aumentata al 20% la quota destinabile al sostegno accoppiato per settori in difficoltà, in particolare zootecnia. Possibilità di aggiungere un ulteriore 5% in aree vulnerabili.

Sostegno per perdite superiori al 20% rispetto alla media degli anni precedenti.

Aiuti a investimenti per la resilienza agricola e climatica, inclusi quelli per l’adeguamento a nuovi obblighi normativi.

Contributi fino a 300.000 euro per favorire l’ingresso di giovani e nuove imprese in agricoltura. Prevista una strategia nazionale per il ricambio generazionale.

Sostegno per la sostituzione temporanea del titolare aziendale in caso di congedi o formazione.

Supporto allo sviluppo rurale e alla diversificazione economica delle aree con svantaggi specifici.

Finanziamento a progetti di innovazione e trasferimento tecnologico (PEI-AGRI), formazione e consulenza.

Ogni Stato membro dovrà istituire un sistema efficace di consulenza e diffusione delle conoscenze (AKIS), garantendo imparzialità e accessibilità

Ogni Stato membro designa un’autorità responsabile per garantire l’interoperabilità dei sistemi informativi PAC.

PeriodoEvento chiave
16 luglio 2025Presentazione ufficiale proposta PAC post-2027 alla Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo
17 luglio 2025Invio dei testi al Consiglio dell’Unione europea
17 luglio 2025Invio dei testi al Parlamento europeo
Inizio 2026Avvio triloghi con il Parlamento europeo
2028Entrata in vigore nuova Pac e nuovo QFP (Quadro Finanziario Pluriennale)

PROSPETTIVE DELL’OCCUPAZIONE OCSE 2025 – ITALIA

PROSPETTIVE DELL’OCCUPAZIONE OCSE 2025 – ITALIA

Luglio 2025

Secondo l’OCSE, a maggio 2025, il tasso di disoccupazione dell’Italia si attesta al 6,5% ovvero 0,1 punti percentuali in meno rispetto a maggio 2024 e 3,1 punti percentuali in meno rispetto a prima dell’inizio della pandemia, sebbene rimanga al di sopra del 4,9% valore medio registrato per i paesi OCSE.

L’occupazione totale in Italia è aumentata nell’ultimo anno; l’incremento è pari all’1,7% a maggio 2025 rispetto a maggio 2024. 

Salari reali in risalita ma in Italia continua il calo

I salari reali[1] stanno crescendo praticamente in tutti i paesi dell’OCSE, ma nella metà di essi sono ancora inferiori ai livelli dell’inizio del 2021, prima dell’impennata dell’inflazione che ha seguito la pandemia.

L’Italia è il Paese che ha registrato il calo dei salari reali più forte tra le principali economie OCSE. All’inizio del 2025 i salari reali in Italia erano inferiori al 7,5% rispetto all’inizio del 2021. 

Variazione dei salari orari reali, primo trimestre 2025 o ultimo trimestre disponibile

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Fonte: OECD, Employment Outlook 2025

Effetti dell’invecchiamento della popolazione sulla crescita economica

Nel mondo si vive più a lungo grazie alle condizioni di salute migliori rispetto al passato. Nei paesi dell’OCSE, entro il 2060 il rapporto tra anziani e persone in età lavorativa aumenterà del 67%. Se le politiche non cambiano questa trasformazione demografica genererà un rallentamento della crescita economica di circa 0,4 punti percentuali all’anno.

Politiche per il contrasto al cambiamento climatico e nuove posizioni lavorative

Nel rapporto del 2024 l’OCSE analizza come le politiche volte a contrastare il cambiamento climatico possono contribuire ad una ricollocazione di molti occupati in posti di lavoro “green”. In tutta l’OCSE, il 20% della forza lavoro è impiegata in professioni green-driven[2] (in Italia il 13,7%); circa il 7%, invece, è occupato in industrie ad alta intensità di emissioni di gas serra (in Italia il 5,1%). Secondo l’OCSE, in Italia, si rileva però una differenziazione tra i lavoratori che posso accedere a questa opportunità di ricollocazione.  


[1] Il salario nominale (la retribuzione monetaria della forza lavoro) tende sempre a scostarsi dalla quantità di merci acquistabili mediante la busta-paga (salario reale), per la svalutazione del denaro cioè per la rivalutazione delle altre merci (inflazione)

[2] Sono le professioni che contribuiscono direttamente alla riduzione delle emissioni, ma anche professioni di supporto alle attività verdi e che sono necessarie alla transizione

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